Il 22 ottobre a Roma per ritirare il riconoscimento. Ma questa vittoria, in realtà, è già di tutti voi.
C’è un momento in cui un progetto nato da un bosco di querce, macchia mediterranea, castagni e frassini — cresciuto accanto agli uliveti colpiti dalla Xylella — e da tanta ostinazione collettiva, smette di essere “solo nostro” e diventa qualcosa di più grande. Per noi di Agrosilvae APS, quel momento è arrivato con una notizia che ci ha riempito il cuore: “Terra che Cura” è il progetto vincitore della Categoria Aree Interne della V Edizione del premio “Chi l’ha fatto?” di Cittadinanza Attiva APS , valutato con esito positivo da una giuria di esperti che ha scelto di premiare proprio il nostro modo di intendere la rigenerazione delle aree interne del Salento.
Non nascondiamo l’emozione. Perché dietro ogni escursione nel bosco, ogni laboratorio con le scuole, ogni degustazione di olio EVO biologico Agrosì, ogni singola passeggiata con ospiti che arrivano d’oltre oceano c’è un’idea semplice e potente: la natura curata insieme è medicina per le persone e per il territorio.
Un premio per una comunità intera
Il riconoscimento arriva a coronare anni di lavoro dedicati a trasformare il nostro bosco — querce, macchia mediterranea, castagni, frassini — e gli uliveti colpiti dalla Xylella in un presidio di biodiversità, educazione e coesione sociale. Un lavoro fatto di cittadinanza attiva prima ancora che di progetti: perché “Terra che Cura” esiste perché esistono persone che hanno scelto di metterci la faccia, il tempo, le competenze — spesso semplicemente il cuore.
Il 22 ottobre a Roma, all’Auditorium G. Avolio della Cia – Confederazione Italiana Agricoltori, per la cerimonia di premiazione dedicata ai territori delle aree interne abbiamo ritirato la pergamena con la motivazione della giuria, ma la porteremo a nome di tutta la comunità che ogni giorno rende vivo il nostro bosco, a ritirare il premio Giuseppe Agrosì socio fondatore che ha voluto fortemente donare il Bosco per generare bellezza e sopratutto comunità .
Le parole di Giuseppe Agrosì al ritiro del premio:” Sono Giuseppe Agrosì un agricoltore. Il mio mestiere è la terra. Ma ho capito che ognuno di noi genera conseguenze: ogni nostra azione ha un impatto, positivo o negativo, sulla società, sull’economia, sulla cultura, sull’ambiente. Per questo, nella mia azienda agricola, abbiamo scelto di diffondere bellezza attraverso la natura e la cura del Bosco Agrosilvae.
E allora ho scelto di donare una parte della mia azienda all’associazione Agrosilvae Aps ai bambini, al sociale, alla comunità. Perché credo che chi lavora la terra abbia il dovere di restituire al territorio ciò che il territorio gli dà.
La motivazione della Giuria dice che la natura smette di essere un bene marginale e diventa una vera “medicina” per curare e unire un territorio. Ecco: nelle aree interne del Sud Salento ci crediamo davvero. E oggi qui ci sentiamo capiti.”
La giornata delle riprese: quando il bosco è diventato un set, senza smettere di essere casa
Prima di questo traguardo, però, c’è stata una giornata che raccontiamo con particolare tenerezza. Il 22 agosto, il nostro bosco ha accolto i videomaker Martina e Luca della VINYL photo & video , venuti a raccogliere le immagini per raccontare “Terra che Cura”. Eravamo emozionati, forse un po’ impreparati davanti alle telecamere — ma profondamente veri, come lo siamo sempre stati.
Quel giorno il bosco si è riempito di volti che sono l’anima di questo progetto:
- Francesco Bello, nostro sostenitore e socio, ha colto l’occasione per donare il suo albero alla riforestazione post-Xylella, un gesto piccolo e enorme allo stesso tempo.
- Giustina De Iaco, socia che nel bosco cura le letture per i bambini e i laboratori di teatro, ha prestato ancora una volta la sua voce ai contenuti video, la stessa voce che accompagna tante mattine di scoperta dei più piccoli.
- La maestra Giuliana Coluccia, in rappresentanza dell’Istituto Comprensivo di Maglie, era con noi come rappresentante del primo istituto scolatico ad aver creduto fermamente nel valore dell’educazione outdoor e della riforestazione per i ragazzi.
- Il nostro socio birdwatcher Enrico Cortese, con la sua competenza e pazienza, ci ha accompagnato nell’ascolto e nell’osservazione degli uccelli, raccontando anche il monitoraggio dell’oasi di Cirimanna.
- La pitticre Assuta Resta che cura i laboratori di acquerello
- E poi tanti amici e soci, presenti a piantare, innaffiare, camminare lungo il sentiero che costeggia i due comuni per prendersene cura insieme.
Ogni volto, ogni gesto di quella giornata racconta meglio di qualunque comunicato cosa significhi davvero “Terra che Cura”: un bosco del Salento che non è solo natura da proteggere, ma comunità che si prende cura di sé stessa. qui il link del Video
Il Salento che rigenera sé stesso
Da un territorio segnato dall’abbattimento degli ulivi secolari e dallo spopolamento delle aree interne, è nato un modello che oggi viene riconosciuto come buona pratica replicabile: natura come aula, comunità come co-progettista, cultura come collante. Un modello che unisce riforestazione post-Xylella, educazione ambientale, benessere intergenerazionale e produzioni biologiche a chilometro zero — e che dimostra come la cura del paesaggio possa diventare cura delle relazioni.
Vi aspettiamo nel bosco, per continuare a scrivere insieme questa storia. Chiamateci al 3288912212 oppure scriveteci a ass.agrosilvae@gmail.com se avete vogli di collaborare insieme o venire semplicemente a conoscerci.
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Agrosilvae APS — Supersano (LE)





